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Daniela Barone

Il viaggio continua

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Impossibile sottrarsi alla gioia di  acquistare qualche oggetto, qualsiasi, quando si è in viaggio, tante le situazioni che ci spingono a farlo, negozi, mercatini, ambulanti, o semplicemente raccogliamo o tratteniamo qualche frammento del nostro ‘andare’.

“Madame veut acheter s’il vous plaît’. Piccole scarpine a punta dorate, montate su un portachiavi. Non posso non comprarle, a supplicarmi quasi è un piccolo bambino nella medina di Fez, Marocco. Il cuore della medina di Fez è un suk a cielo aperto, riporterò a casa un tappeto,una sciarpa di lana con i mirabili blu di fez, altre piccole cose e naturalmente le scarpine a punta. Le guardo ora, tempo è trascorso, e sono in quei vicoli tortuosi, colpiti dalla luce del sole.
Ascolto i suoni e respiro i profumi della menta e dei petali di rosa raccolti nelle ceste, sono a Fez. Ancora. Di nuovo.

Altra visione, altra luce..
Banchina del piccolo porto di  Mallaig, nord della Scozia, vento freddo e nuvole veloci in un cielo luminoso.
 
Sto aprendo il  portafoglio, quello in uso nei giorni di palestra  qui dove abito, è  uno  dei miei piccoli acquisti scozzesi, mi induce a sentire quel tempo  atmosferico, vedo i gabbiani rincorrersi.

 Li ascolto prendendo un the di pomeriggio a casa, esce aromatico il suo profumo dalla tazza bianca dai disegni blu, presa ad Ullapool,in riva all’oceano, l’altra di tazza, come un’ala spezzata  si è rotta e aspetta che  io la incolli, lo farò, ma va bene anche così, guardandola, respiro il mare comunque..

Ricordare, evocare un momento di un giorno, una sensazione, un attimo unico,  attraverso un biglietto , uno scontrino,una ricevuta d’hotel,un flaconcino di bagnoschiuma o una conchiglia, uno stelo di grano o di lavanda, una pietra e della sabbia, una bustina di tè,  o di zucchero.

E di cannella, come quella rimasta chiusa. L’altra ha profumato i caldi pasteis assaggiati davanti al Monastero di San Jeronimos a Lisbona. Fragranza  e aroma del ricordo.
Occasionalmente  ci si imbatte in un tempo trascorso, proprio attraverso le cose che ci legano ad un viaggio vissuto.

Immersione metropolitana. Occhiali a forma di cuore e per di più rosa, ora in una scatola, pantaloni a grandi pois neri e verdi, fra i vestiti che non posso buttare, ed è bello camminare  per le vie di Manhattan a New York e sdraiarsi sui prati del Central Park.  Lì e nella visione tutto è, e continua ad essere possibile.
Quanti di questi momenti, tanti, e immaginandone di nuovi ancora.

Eravamo e siamo noi,continuiamo ad essere vivendo quegli istanti che ci hanno emozionato.

Il viaggio  continua e si compie dentro di noi,  e lo fa attraverso le sensazioni,  lo sguardo si posa, e il tempo si sospende,siamo e stiamo in quel  nostro tempo, lo riviviamo, si può consumare ma mai svanire.

25 febbraio 2014

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Daniela Barone

Daniela Barone, fotografa e visual artist, vive e lavora tra Roma e Londra, studi di Architettura e una formazione artistica con training in pittura, design e grafica. Ha realizzato reportage di viaggio e collaborato anche come autrice di testi per alcune riviste di viaggio italiane. Colori, pennelli e tele rappresentano un ‘attività di sfondo e di ispirazione per quella principale che è la fotografia, una naturale e conseguente forma d’espressione creativa, che rivela ed evoca un approccio di tipo artistico. I suoi scatti raccontano attimi, situazioni, luoghi e pensieri. Realizza reportage di travel, fine art, social reportage, urban landscape, self portrait, human dimensions. Collabora con Photo Vogue Collection e Art +Commerce agency in New York. Selezionata per il Glasgow Photo Festival 2012 Lavora su progetti personali e su assigments. SANDICOVE JPEG 01 è un blog di fotografia con immagini, visioni e comunicazione di pensieri e riflessioni, ritengo che le fotografie debbano avere una loro forza e trasmettere sensazioni senza l’ausilio di troppe note e specificazioni da parte dell’autore.

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